#pause #landrover #garage73 #vectorart

Vado in moto da quando ho 14 anni (anche prima se conto i giri in moto con mio babbo) è la prima volta che mi faccio un casco customizzato. 

Per chi disegna non è mai facile aversi come cliente… troppo esigente, troppe possibilità, troppo regola del calzolaio con le scarpe bucate. Ma questa volta, complice anche la fine di un digiuno da moto di 4 anni, ho deciso fosse ora di giocarci un po’ e così andando a cercare nei miei trip ho ritrovato un mondo che ho osservo da tempo con molta curiosità: I motorcycle club Giappo tipo Bōsōzoku.

Le loro officine, i loro shop, fatti da persone che hanno una gran cultura in fatto di vintage graphics in salsa americana, di moto scrambler, brat, cafè & trackers customizzate condite da un gran gusto tutto nipponico che in generale, riesce a rendere tutto molto cool senza mai essere fine a se stesso, rimescolando la street culture, la tradizione e il vintage occidentale con grande misura.

Ovviamente i caschi di questi ganzi si richiamano a quel periodo in cui le cose si facevano a mano, un po’ vernice, un po’ pvc stickers. Non troverete una t-shirt, un trucker cap, uno sticker o un serbatoio men che curati e ogni grafica ha un suo perché.

Di base è una filosofia che si rifà al concetto di pensare le grafiche fatte per funzionare, per raccontare qualcosa, per essere prodotte senza sbagliare troppo, disegnate a mano, un pre mela”c” fatto di serigrafie, pennelli fatti con peli d’orecchio di bue e buona musica in vinile come sottofondo, by night.

“Hai voluto seminare? Adesso raccogli!!”

È così, tante ore di orientamento nelle scuole (bellissimo, che mondo!) poi in giro per l’entroterra per raccogliere le informazioni necessarie per alimentare il progetto LungoLaStrada™, poi i quadri e i memory con StorieDisegnate™ (al secolo F.lli Montaccini) e poi le idee che scappano dalle gabbie e si azzuffano tra loro e in questo ovviamente mi dimentico di alimentare il web, un po’ meglio instagram ma sempre e per sempre da vero boomer. In questi periodi intensi provo anche ad immaginare come dovrebbe essere lo studio ideale in cui lavorare, incontrarsi, studiare, confrontarsi e stare bene perchè quello continua ad essere un mio pallino. Ora chi ha avuto la pazienza di leggermi fino a qui si starà chiedendo cosa centra questa grafica che hai messo lì?

Facile, nelle varie connessioni tra tutto ciò che mi accade mi sono chiesto come potrebbe essere “la grafica” di un motorclub con sede nella Kame Hausu, la casa del mitico Maestro Tartaruga, idolo totale per l’estetica, il carattere e il suo profilo di personaggio fuori da tutto ciò che credessi possibile in un cartoon dato all’ora di pranzo su italia 1. Ma cosa centra, mi chiederete voi? Boh. Ma io in un motorclub con Muten io ci vorrei stare, ci si divertirebbe da matti.