Kite, party & rock on the beach.

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Il mare, i parties e gli sport acquatici. Tre cose abbastanza lontane dai miei mood. Come si fa a “disegnare l’idea” di una cosa che non si conosce o non si ama particolarmente? Questo aspetto, per un creativo è davvero importante. Ci sono diverse cose da tenere in considerazione. Lo ricerca, in primis. Non c’è nulla che non possa essere conosciuto se ci si mette in testa di studiarlo. L’empatia che si deve creare con chi queste cose invece le ama e le vive profondamente. I punti di contatto, ovvero trovare le connessioni con gli elementi “in comune” a chi vive (e ti commissiona) un visual. In questo caso sono la passione con cui ognuno di noi vive i propri amori, la storia visiva che questi temi propongono –il kite/surf, la musica e i party hanno una valanga di storia “grafica”– ed infine il rock, che non è solo musica, ma è linguaggio, comunicazione e soprattutto l’approccio alla vita di chi deve urlare e condividere le proprie passioni.

Il kite surf rock party è a Pesaro ed è organizzato dal Kyte Beach Pesaro e dai ragazzi del FactoryLab. #staykite

Welcome

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“I feel someone looking at my backside”. Se poi il “backside” è quello di Daisy Duke o quello della Plymouth Road Runner del 1971 decidetelo voi. Welcome to Hazzard County è la scritta su un cartello che compare sulla sigla iniziale di “Hazzard”, una serie che ha toccato parecchio l’immaginario della mia generazione. Questo è il mio omaggio, ma va detto che di questa Tshirt graphic ho curato il concept, la tipografia e il layout. Il disegno invece è di quella “belva” di Umba “PastaVolante” Stagni. Agli esecutivi di stampa Don Emanuele Barduagni from Cattabrighe. Stampa: SeWhat Bologna. Paura.

 

Quando un’idea prende forma.

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Ecco qui. A sinistra il bistrattato “schizzo”, lo sketch, il primo di-segno dell’idea o per lo meno, del risultato finalmente leggibile di un processo creativo. A destra invece l’esecutivo. Un poster in questo caso, un’illustrazione che mantenga la freschezza del primo schizzo con la forma e lo stile di uno strumento “finito”, professionale e possibilmente coerente con l’identità del cliente. Il poster in questione lo trovate da Farina, la pizzeria di Pesaro.

Zebra tre.

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Quando passai dalla Tv in bianco e nero a quella a colori rimasi sconvolto. La GrandTorino di Starsky & Hutch era rossa!! Questa tshirt è il mio piccolo tributo ad una TV Serie che ho amato, ancora oggi collezione di icone di stile.

Il peso delle idee.

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E’ incredibile. Le idee e la capacità di svilupparle hanno reso unico questo Paese nel mondo. Non da oggi. Da sempre. Eppure, oggi, nella vita di tutti i giorni è impensabile vivere di pura creatività.

Vivere della capacità di pensare cose nuove non è cosa facile. Occorre assimilare una tecnica per dare una forma alle idee? Si. Ma le due cose non sono obbligatoriamente connesse.

Un’idea deve avere una forma leggibile agli altri, dev’essere un pensiero tradotto. Giusto. Ma il punto è: quanto vale riuscire a fermare un concetto che si compone? Quanto vale dare a quel soffio il giusto peso e prendersi la briga di raccontarlo? Quanto vale un’idea quando diventa uno strumento per raccontare e vendere per conto di un cliente?

La creatività, ingiustamente relegata al mondo degli “artisti” è un campo fertilizzato da input in cui crescono giovani idee. Quelle ascoltate, quelle scartate, quelle già viste. Quelle idee, quei nuovi pensieri incompiuti, risultato di migliaia di input raccolti per pura curiosità e buttate fuori perchè divenute troppo ingombranti per starsene sole in testa. Quelle imbastiture che hanno bisogno di un confronto en plen air, sono fondamentali per sostenere che c’è un futuro ancora tutto da disegnare. A prescindere che vadano nel porto di un progetto o no. Lo capite ora il peso delle idee?

Bene. Allora imparate ad ascoltare e rispettare chi convive con questa forza interna, che ha bisogno di esplodere tutti i grilli che ha dentro e occhio, potrebbe essere un bimbo troppo vivace, una ragazza troppo silenziosa o un uomo arrabbiato perchè nessuno ancora gli ha prestato il giusto ascolto.

Alle idee va dato il giusto peso che è quello dell’ascolto, che va ben oltre alla capacità di vedere la loro forma finale.