Snowwhite.

Esiste, l’ho visto e ora l’ho disegnato. Mi sono chiesto come potesse chiamarsi un spazzaneve travestito da “Bulli” (T1 volkswagen degli anni ’60). O unBulli allestito a spazzaneve? Poco importa. L’esigenza di una persona (chissà chi sarà?) di dare questa identità ad un attrezzo da lavoro dimostra ancora una volta quanto sia importante dare sfogo alle proprie visioni, mettere in moto il proprio processo creativo.

“Vorrei un Bulli.”

“Ma lavori in montagna in mezzo alla neve!”

“Embè?”

“ti servirà uno spazzaneve, altrochè Bulli!!!”

“Ah si!? A me un saldatore.”

“Snowwhite” volkswagen T1 by valvola / ca1973

L’attesa.

L’attesa è un momento importante, delicato, in cui bisogna essere pronti, ma fermi, con i muscoli tesi ma con le spalle rilassate. È un lasso di tempo tra la sensazione che qualcosa debba cambiare e la possibilità che questo avvenga con un tuo movimento. Partire senza ansia o pressione. Ma l’attesa è anche quiete, una pausa in cui, pur se con il motore acceso, ci si rilassa di fronte al mare chiedendosi se quel che avverrà debba vedere la tua partecipazione o meno. C’est la vie.

sketch biro + pennarello

Sesto tornante

Fare comunicazione in maniera appassionata vuol dire inevitabilmente legarsi con cose e persone del proprio territorio. È il caso di SESTO TORNANTE, un evento nato da un gruppo di amici e ancora prima da un’occasione di lavoro e ancora prima dal modo con cui si guarda a certe cose. Così, il sottoscritto, Emanuele Zevin Barduagni, Giacomo Grossi e Filippo Local Contardi hanno tirato su ST che ha la sua versione in notturna, il 6T. Per festeggiare cinquant’anni di un’attività storica ‘La capannina’, per raccogliere chi la moto non la tiene nel salotto, per i motociclisti sono quelli che vanno in moto, a prescindere dalla cilindrata e dall’anno del mezzo. Insomma, è una roba bella.

 

Il re dei monelli.

RE-DEI-MONELLI-OFFICIAL

C’è stato un piccolo evento a Pesaro: il Pesaro Bicycle Fest. Se ne sono accorti in pochi in città e ancora meno sono venuti a controllare che cosa fosse. In questo festival di cui vi racconterò poi c’è stato un triple contest con un titolo che la dice lunga. “il Re dei monelli”. Accellerare, impennare e sgommare. Tre specialità per chi va in bici da quando era monello (cinno, règazzino, pognaz, bòcia, etc.). Questo contest andava ben rappresentato e per questo mi sono fatto aiutare da un amico speciale: Umberto PastaVolante stagni che mi ha schizzato una sagoma inconfondibile nei ricordi di noi più grandicelli ma mai domi, ovvero “colui che ci provava” fino a che la bici magicamente restava su e via, su una ruota sola. Ciao.

Tipe H

TIPEH-FURGO

Citroen van type H. Classe 1947. È difficile non innamorarsi di un mezzo del genere. Una linea che ha ampiamente superato la prova del tempo. Moderno, razionale, specifico per l’uso del lavoro “per la strada”. Due posti e tutto lo spazio necessario. Oggi un mezzo che opportunamente riverniciato dà la paga ad altri ben più moderni ed efficienti magari, ma che come identità e riconoscibilità… “che te lo dico affà..”

Quando si è illustratori e appassionati di vecchi trattori non si può evitare la sfida di provare a ridisegnarli. A prescindere dal risultato, il tempo dell’osservazione che un’illustrazione richiede vale già l’investimento di esserci messi. Questo, dunque, un mio modesto omaggio.

Vi consiglio questo sito sui mezzi citroen. Paura.

Ciao 2018.

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Non è finita. Non è proprio come l’avevo pensata. Ma questa volta va bene così. Il senso c’è, i tempi pure. Un pick up robusto, datato ma affidabile, a rappresentare officine creative marchigiane, che porta sul cassone una moto a rappresentare valvola, un mezzo leggero, divertetente, customizzato, che ancora non viaggia da solo. Più in là un “vecchio suzukino”. Lento, cocciuto, con grossi limiti ma specifiche chiare. Lo so, un po’ presuntuoso, ma il tempo scorre e non abbiamo tempo di menarcela troppo.

Carlo60

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Ci sono delle cose speciali. Come un compleanno di una persona che “l’è ‘n sogèt” (è un soggetto). Perché? Innanzi tutto è un cultore di t-shirt design e già questo basterebbe. Poi perché non te la manda a dire. Poi perché ama il rock, e poi perchè ha una compagna che questa maglietta l’ha voluta. Insieme si sono inventati un lavoro a forma di furgoncino francese, dove puoi farti due chiacchiere sane ascoltando buona musica e mangiando dei panini che sono un estratto del nostro territorio, che la metà basta. www.ilfurgoncino.it. Loro sono Carlo e Laura, il furgoncino è un TIPE H del 1947. La t-shirt invece è in tiratura limitata.

 

Chi conosce Carlo dice che ci assomiglia. Lo stile del tratto l’ho ripescato dai cartoon cult anni 50/60. Non garantisco sulla traduzione dal giapponese che dovrebbe essere “lascia andare”, che è un must di Carlo che come ho già detto, per fortuna, non te la manda a dire.

L’auto.

6x3_landrover_subitoinauto.jpg

Paolo Pagnoni, proprietario di Subito in Auto mi ha chiesto di sviluppare una campagna promozionale per la propria attività, ovvero la vendita di auto nuove e usate. Nell’arco di un anno, esclusivamente su 6×3 in affissione.

L’obiettivo è colpire l’immaginario delle persone legato all’auto
per questo useremo uno stile illustrativo molto atipico per il mondo advertising per auto.
Sceglieremo una serie di modelli che hanno fatto la “storia” dell’auto e li metteremo
in un contesto che aumenti il senso dell’immaginario e del “desiderato”

Sarà un racconto ad immagini fisse, con tre elementi: un soggetto automobilistico, un “attrezzo” accessorio ed un contesto paesaggistico.  La prima serie di manifesti ha raccontato uno dei miti dell’automobile, il land rover defender in abbinamento con la Old Town, una canoa made in USA. Il tutto incorniciato da una vista “park”.