Hotmilk for Spankies

Marcellino in “1973”

Nel 2009, con il progetto Hotmilk, io e Peter G. Criscione (Jhonny Rapina n.d.r.) facemmo diverse sperimentazioni, una di quelle si chiamava HOTMILK FOR SPANKIES (latte bollente per piccole pesti), una linea di t-shirt dedicate ai più piccoli. Ebbero un notevole successo, chissà perchè.

Hot Rods ne abbiamo?

Entrare nei miei archivi digitali è davvero un’esperienza notevole. Primo, ho scarsa memoria di ciò che ho fatto (questa è roba di una quindicina di anni fa). Secondo, il digitale non ha dimensione , non ha peso, e la sua porta di ingresso è larga quanto una presa USB. Il rischio di perdere e di dimenticare è davvero troppo grosso. Terzo, considerazioni di questi giorni, disegnare “le macchinine” è forse la passione più durevole del mio percorso di disegnatore. Sarà un segno? Quarto, gli stili! Mi perdo negli stili. Ancora oggi non ho capito bene cosa mi porti a saltar di palo in frasca.

Grand Hotel.

Questa è una bozza, ovvero un passaggio necessario per arrivare al concetto che vuoi far passare, o meglio, che il tuo cliente vuol far passare. Ma qui la questione è complessa: il tuo cliente non è proprio un cliente. È un compagno di viaggio di lunga data e questo complica le cose da una parte e le semplifica dall’altra. Lui ti ha scelto perchè parli la sua lingua e perchè sa che saprai sintetizzare in uno scatto la sua idea, non la tua.

Le t-shirt sono così: un messaggio, un’immagine. I ruoli sono fondamentali. io parlo, tu traduci, in questo caso. Via. Le bozze sono fondamentali, servono alla relazione, cioè sono la base del confronto per misurare l’effetto del messaggio. Non voglio aggiungere troppo. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di raccontare le storie, soprattutto se sono sospese e tutte da immaginare, come in questa t-shirt.

Il GRAND HOTEL è una condizione, basta l’indispensabile per te, per il tuo spazio-tempo. Per questo il buon Rapina ha scelto un copy chiaro e senza fronzoli: GRAND HOTEL, NO BANK, NO PHONE, NO STRESS. Il resto te lo dice il disegno.

Ah. Se la volete la trovate qui. Johnny Rapina.

Please invade us

Si. A volte l’ho pensato. La soluzione potrebbe arrivare da ciò che non possiamo ancora ponderare, ovvero un qualcuno che dalla galassia abbia pietà di noi e venga a tutelarci, un po’ come una specie in via d’estinzione da proteggere. Abbiamo sempre voluto immaginare gli alieni più brutti e più cattivi di noi, ma in quasi tutte le versioni di science-fiction gli abbiamo riconosciuto un elemento fondamentale: sono più evoluti di noi. E chi è evoluto non può essere abbietto, cattivo e limitato come solo l’uomo -questo si che è dimostrato- può essere.

Ci vuole sempre un buon motivo per fare una t-shirt e questo lo indubbiamente lo è. Con la mia fratellanza Rookie Farm Inc. riproporrò un mio “grande classico”, la t-shirt PLEASE INVADE US.

Ci siamo.

In alto l’immagine degli ottanta modelli di astronave intercettate nei nostri cieli. La mia preferita è la F4, discreta, ma definita come “disco volante”. Un grande classico nel mio immaginario.

Chili di cotone stampato.

La mia prima t-shirt stampata si perde nella notte dei tempi e per fortuna non ce ne sono tracce in foto. Ne ho pensate, dirette e disegnate tante e per fortuna i più ricordano solo quelle venute meglio.

Le ho disegnate come CuckooBox, poi come Hotmilk, Hotmilk Garage e poi ancora con OPEN24HOURS e ultimamente con il mio Big Bro’ Johnny Rapina. Per quasi due anni mi sono dedicato esclusivamente al progetto VALVOLA® che oggi è matura e mi lascia di nuovo lo spazio per ricominciare con il mio laboratorio sperimentale.

Non è un segreto. Fare t-shirt mi piace, mi gratifica e mi diverte ed è per me un termometro per capire se i miei pensieri disegnati funzionano o meno.

Comincia quindi l’avventura con Rookie Farm Inc. un nuovo contenitore in cui buttare il mio cotone stampato. A breve andranno alle stampe “un paio” di classici e un paio di novità.

Ci siamo. Per Natale potete stare tranquilli!

La Sberla™.

Sberla™ prototype no.2

Ne parlo da un po’ di settimane. Si chiama Sberla™ ed è una eBike made in Pesaro. È il semino di un sogno condiviso da tre loschi compari che oggi compongono la RookieFarm Inc. ovvero l’entità che di Sberla è madrina e padrino insieme. RookieFarm Inc. sarà anche il nuovo brand in cui testerò le mie t-shirt graphics. In tiratura limitata e davvero solo per gli aficionados. Insomma, non ci facciamo mancare nulla. Voi state con le orecchie dritte. La Sberla è forte, ma anche il cotone stampato non scherzerà per nulla.

Se fate i bravi la prossima volta vi presenterò i miei soci.

PLEASE INVADE US

PLEASE INVADE US © 2014 – CRISTIANO ANDREANI

Ogni maglietta che ho disegnato ha sempre avuto di base un motivo per essere fatta. Una piccola storia da raccontare, un messaggio da condividere, la rappresentazione di un pensiero o semplicemente un elemento da evidenziare. Erroneamente si pensa che progettare una t-shirt graphic sia un esercizio di stampo artistico, la verità è che alla base c’è sempre un concept da rappresentare e questa rappresentazione può essere effettuata con un’illustrazione, un disegno grafico e/o con della buona tipografia e quindi uno scritto, per quanto sintetico. In ultimo, ma non per ultima, la scelta dei colori è il tocco fondamentale.

PLEASE INVADE US © 2014 – CRISTIANO ANDREANI

Il concept di questa maglietta è limpido ed è nato da un attimo (forse anche più di uno) in cui osservando la realtà delle cose a livello nazionale hai la lieve sensazione che qualsiasi tuo sforzo per migliorare le cose possa risultare vano. Il creativo (neurone1), l’ottimista (neurone2) e il pigro (neurone 3) che sono in me si sono quindi chiesti: Chi potrebbe salvarci?

La risposta è semplice: Gli alieni. La PLEASE INVADE US (con un s.o.s. formato MORSE) nasce come manifesto, come insegna, come richiamo a popolazioni della galassia che intendano un giorno palesarsi e riportare l’ordine e la serenità, ma non solo: è una resa e al contempo una speranza, un segnale di consapevolezza dei propri limiti, un’assunzione di responsabilità, dell’idea che qualcuno più capace di noi possa intervenire. Non ce la possiamo fare da soli.