Paesaggi.

C’è un progetto su cui sto lavorando da diversi mesi del quale non posso ancora spoilerare quasi nulla, progetto che guarda caso parla di territorio, di tipicità e forse anche di casa. Ho quindi estratto alcuni elementi di quel lavoro in questa immagine che sintetizza -spero- l’idea di una delle cose che mi sta più a cuore, ovvero la casa in cui sono cresciuto con tutto quello che ci sta dentro e attorno. Così, in questa giornata che finalmente sa d’autunno, mi sembrava cosa buona e giusta provare ad appoggiarli lì, mentre il progetto vero e proprio continua a prendere forma.

Buon week end.

Pause estive a colori.

Da queste le pause estive non sono mai stop veri e propri, semmai dei forti rallentamenti in cui riprendere ossigeno e concedersi più tempo per pensare ed osservare. Poi va da se che le cose alimentate riprendono vigore e tocca vederle bell’èffatte per capire se funzionano o no, certo è che questo set di illustrazioni su cui sto lavorando da un paio d’anni hanno un forte potenziale, ma si sa il troppo è come il poco, come dicono qui da noi e poi finché non le fai, non lo sai.

È il caso di Lungo La Strada, un progetto su cui mi sto alambiccando da un po’ perché mi mette in gioco su due temi forti, ovvero il content, il racconto del territorio, tema che mi sta molto a cuore (le cose preziose vanno gestite con moooolta cura) e il pacchetto stile e tecnica con cui realizzare il tutto, ci sto girando in tondo da un po’ ma ancora qualcosa mi sfugge.

Ecco, nella pausa estiva ho guardato le forme e i colori che sono due mondi che “ciao ti saluto”. Nelle prime cerco una sintesi, nei secondi il respiro e l’intenzione… che bega.

D’appennino e altre certezze.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di incrociare sulla mia strada i ragazzi di Happennino: Vittoria, Francesco e Andrea. Happennino è un festival diffuso con l’obiettivo di portare il bello conosciuto e selezionato nel bello locale, davvero ancora troppo poco conosciuto. A pensarci bene non è stata proprio fortuna ma piuttosto l’attitudine sviluppata nel cercare elementi da aggregare in un pensiero che da un pezzo mi girava in testa, ovvero riuscire a vivere e raccontare i luoghi magici che, abbandonate le colline di Urbino, si estendono nell’entro terra verso l’appennino. Il viaggio ideale nell’Italia centrale è proprio questo, una salita dalle linee orizzontali del mare verso le sinuose curve delle colline, per approdare poi ai profili dei nostri monti: I sassi Simone e Simoncello, il Carpegna, il Nerone e il Catria, lo Strega, il Cucco, il Pietralata e il Paganuccio con la loro favolosa Gola del Furlo.

La magia dei luoghi ameni si sa è un connubio tra ciò che vedi e che senti e tutto ciò che in quei luoghi è successo. Se avrete la voglia di passare di qua vi consiglierò personalmente tre guide speciali: Vasco Feligini di Glocal guides, Max Pax e Gianluca Panareo che riusciranno con i loro racconti a farvi vedere anche ciò che apparentemente è invisibile ai più. Ma torniamo all’appennino e ad Happennino. Conosco bene quei luoghi o forse dovrei dire che loro conoscono me perché ogni qualvolta che li visito hanno su di me un potere terapeutico. Mi tranquillizzano, mi ospitano e mi danno quegli spazi necessari a rimettere a posto le idee.

I ragazzi di Happennino come me sentono quei luoghi e hanno saputo con il loro festival intercettare tante sapienze locali e non per renderli più chiari ai più. Ma sono anche riusciti a intercettare sponsor e partner coerenti con il racconto e attenti al perchè di questo festival. Guarda caso ho ritrovato in quel festival personaggi da sempre attenti a fare cultura, ovvero sia ad apprendere per il gusto di arricchirsi e per aver nuove storie in cui contestualizzare la loro, con tutta questa bellezza che è l’alta marca. Emilio Spada di Cau e Spada, il pastore poeta; Vittoria e Zeno Avenanti di Terracruda, Roberto Dormicchi alias Triglia di Bosco, Filippo “food guru” Polidori, Angelo Yezael Cruciani e davvero tanti tanti altri.

Insomma. Il primo anno ho seguito Happennino sui social e mi sono mangiato i gomiti per non esserci stato, ma quell’osservazione mi ha fatto capire che il mood era quello che cercavo da un po’, la loro visione, il loro tatto, la loro capacità di scegliere mi ha convinto fossero gli interlocutori giusti per riaccendere quell’idea di racconto del territorio tramite le esperienze e le persone, sia di oggi che di ieri. Con loro ho conosciuto i ragazzi di Va’Sentiero e ho capito Il secondo anno mi sono offerto come driver, avendo la fortuna di portare d Pesaro a Sant’Angelo in Vado una responsabile di Air BnB Italia a cui ho raccontato quasi tutto ciò che sapevo trovando in lei lo stupore nello scoprire questa fetta di mondo così poco conosciuta e stupendomi a mia volta che un’esperta di territori e business fosse rimasta disarmata di fronte a storie che parlano di Federico da Montefeltro, Leonardo e guarda un po’ anche Dante.

Ed eccoci al dunque. I ragazzi di happennino lanciano un nuovo evento diffuso: L’appennino di Dante, pane lingua spirito. Hanno scelto me per disegnare la loro idea e questo mi onora perchè so che è la visione che crea la possibilità di fare qualcosa di forte. Ma insomma, seguiteci, veniteci a trovare scoprirete un mondo. A breve, le date.

The Duke.

Andrea Mazzoli non è normale: si è messo in testa un’idea apparentemente strampalata, ovvero “disegnare” un nuovo brand per fare e promuovere il turismo lento nelle nostre terre adriatiche, queste terre che dal mare salgono verso i monti. Lo strumento si chiama “The Duke – rural & luxury experiences” un mood per leggere le nostre aree mixando storia e cultura, il vino e la geologia on the road. A piedi, in bici, ma senza faticare troppo perché il relax, per godersi le cose, è fondamentale. Se avete dubbi, Date un’occhiata qui.

Joliet

Me l’ero quasi promesso. L’idea è stata covata per un sacco di tempo ma volevo che la realizzazione fosse rapida, in stile street art, nero su bianco, dichiaratamente ispirata alla necessità di lavorare di sintesi e si impatto che Shepard Fairey ha reso famosa ma è patrimonio “stencil” di tutti quelli che hanno la necessità di comunicare anche non sapendo “disegnare”, di essere rapidi, chiari e indelebili come lo è stato lui, Mr. Belushi. A breve troverete questa grafica in forma di poster sullo shop della rookie farm, che stiamo sistemando in questi giorni. Che dire, spero vi piaccia… mi sa che ci faccio anche una maglietta, ne volete una? Everybody loves John, n’est pas?

Avanti il prossimo?

Il 2020 l’ho dedicato a ripartire da “freelance”, dopo la spossante avventura con Officine Creative Marchigiane e Valvola. Nuovo studio, vecchi e nuovi progetti da misurare, testare e sviluppare. Piccoli e grandi investimenti di tempo e di denaro, di costruzione, di relazioni e poi ascolto, lettura e disegno, per tenere i depositi creativi sempre pieni ed in sano fermento. È stato un anno strano, pieno, a tratti sospeso, dove anche immaginare delle prospettive sembra un azzardo, eppure siamo qui e ciò che segue è quello che quest’anno proveremo a mettere in atto (e NO, non è un plurale maiestatis).

Rookie Farm Inc™. Limited edition parts: little stories & custom design. Racconti, t-shirt, caps & custom design per spiriti liberi ed eterni bambini che amano il gioco e la sfida con l’entusiasmo degli ultimi arrivati. Lettering e illustrazioni come se piovesse. Con un socio con le spalle davvero larghe.Shop on line tra pochissimo tempo, primavera non ti temiamo!

Sberla™. È un progetto nel progetto. Nato nella Rookie, Sberla™ ha preso subito il volo, per ora su t-shirt, felpe e cappellini e su un prototipo di e-bike all road davvero massiccia.

Lungo La strada. Un progetto per raccontare il nostro territorio: installazioni illustrate su totem per indicare degli scorci che, se sei “lungo la strada”, non puoi perderti. Un racconto che è un consiglio su tutto ciò che magari non è mainstream ma davvero merita di essere visto. Good tips, save trip.

Exmaps. Ne parlo diffusamente in un articolo e c’è pure una pagina dedicata su questo sito. Le mappe illustrate a livelli tra carta e digitale, un altro modo di raccontare il territorio con una linea editoriale precisa: stimolare la curiosità e mettere “in mappa” le tante cose che meritano davvero di essere viste.

Garage73. Tutto è iniziato disegnando “macchinine”. È il momento in cui mi rilasso, illustrando i mezzi a ruote e motore che mi hanno entusiasmato. Negli anni ho scoperto un mondo e con Garage73 cerco di unire il loro design e le mie storie in forma di poster.

Numerotre. Ultimo ma non meno importante, il progetto che sosterrà tutti gli altri inglobando le attività legate alla comunicazione visiva del sottoscritto prende il via ufficialmente in questo 2021. Numerotre è la squadra con cui affronterò le nuove sfide di content and design: Sara Caiazza per il content and project management, Nico Polidori per la parte visual and executive e me come direttore creativo.

Credo sia tutto,

Cristiano “disegnareleidee” Andreani.

2020

Forse.

È stato un anno particolare, claro.

La pandemia ha cambiato le carte in tavola indubbiamente, per molti è diventata l’alibi per mascherare progetti fragili, crisi già insistenti e pure fallimenti conclamati. Ha svelato fuffe e potenziali ed è stata (speriamo) la surfata del secolo, dove tra cadere e restare sull’onda, la differenza la fanno l’esperienza, la reputazione ma soprattutto una dose abbondante di culo.

Questo 2020 mi ha visto di nuovo in gioco in ambito di scelte strategiche in ambito professionale, nuovi percorsi, sperimentazioni, recuperi, nuovi team su cui investire e un nuovo luogo in cui farlo. Ho caricato molto, moltissimo, ma del resto l’ho sempre fatto, credo. Chi semina raccoglie sempre. Voglio essere orgoglioso di ciò che produco, ma soprattuto del come mi pongo nel farlo. Non sono state tutte rose e oggi più che mai viaggio nella consapevolezza che la mia capacità da sola non basta, che sbaglio ancora troppo, ma che ho la capacità di apprendere dagli altri e di costruire buone relazioni.

Insomma, via così, da vero rookie, grazie di cuore a tutti quelli che ci credono come me, ci vediamo fuori dalla prossima curva, gas a martello.

La mappa del Bianchello del Metauro.

la mappa illustrata

Premessa.

Questo è uno di quei progetti che mi era rimasto davvero sullo stomaco. Un potenziale enorme, nato e cresciuto nel modo giusto e poi -puff!- dimenticato in qualche scatolone. La mia storia con i produttori del Bianchello del Metauro (unicità della valle che si estende dall’appennino al mare fanese) nasce qualche anno fa grazie a Luca Avenanti di Terracruda e Mattia Marcantoni de il Conventino, che mi vollero coinvolto in un progetto di “consorzio” dei rustici e prudenti produttori del vino che fece impazzire pure i Cartaginesi. A coordinare il tutto un’instancabile Sara Bracci, purtroppo non più tra noi, oltre ad un insondabile IMT (Istituto Marchigiano di tutela vini).

www.bianchellodelmetauro.it

Il progetto era lineare: mettere i produttori su una info mappa che potesse raccontare cos’è e dov’è la Valle del Metauro, un territorio intriso di valori unici, ancora troppo poco conosciuto al mondo, forse un po’ anche per la gelosia di chi vuole preservare la propria terra da nuove invasioni. Insieme a loro, in quella mappa, un marchio che desse una faccia a questa identità consorziale.

www.bianchellodelmetauro.it

Portammo a casa tutto, mappa e marchio (uno dei miei preferiti) ma poi il progetto non decollò, nonostante una distribuzione via rivista di settore. Non c’è nulla di più fastidioso per un “disegnatore di idee” che vedere un’ottima idea morire insabbiata tra dubbi, diffidenze e cecità politica. Correva l’anno 2013.

Asdrubale

Una telefonata.

Un bel giorno, sul sentiero italia proprio sopra la massa trabaria, mi arriva una chiamata: “ma la mappa del Bianchello l’avevi disegnata tu?”. La faccio breve. In pochi mesi il progetto è stato totalmente ricostruito da zero. Con il coordinamento di Silvia Veroli della Camera di Commercio Marche, il rinato progetto prevede un ottimo sito web curato da Omnia Comunicazione (www.bianchellodelmetauro.it) e la nuova mappa, un prodotto EXMAPS™, la “mia” nuova creatura.

Mappa completamente ridisegnata dal sottoscritto, rivista nei contenuti sviluppata con il supporto di Nico Polidori, con la trasposizione su mappa web, grazie al supporto di Luca Barbadoro, abile domatore di tecnologie open street map e QGIS.

Credo sia davvero un ottimo lavoro poichè nella versione web troverete ulteriori contenuti audio ad arricchire il tutto: storie scritte da Silvia Veroli e recitate dal prof. Giorgio Donini. (disponibili anche sulla pagina you tube di came com Marche) A primavera anche la versione cartacea della mappa vedrà la luce, non appena questo periodo strano ci permetterà di usarla come si deve.

il restyling del marchio

Questo sarà un ottimo progetto di storytelling ragionato e basato su realtà che ne daranno ulteriore valore, il resto lo dovete fare voi venendoci a trovare!

Trentaduedenti

Alessia Morelli non è un’igienista dentale come le altre. A dire il vero non è mi era mai capitato di incontrarne una che mi chiedesse una t-shirt graphic a mo’ di strumento per promuovere i contenuti del proprio lavoro. Ma andiamo per gradi: innanzi tutto il suo nickname è #trentaduedenti e già questo dettaglio dovrebbe farvi capire che siamo ben lontani dalla norma. Trentaduedenti è una dichiarazione, è il modo in cui lei prende contatto ed è anche il vantaggio che inevitabilmente porterai a casa affidandoti alle sue cure. Ma nel suo mood c’è quello di sorridere e di divulgare, ben conscia del fatto che un’igienista dentale è un ruolo per i più, davvero indefinito. E allora ecco il claim: ADOTTA UN’IGIENISTA DENTALE. Chevvelodicoaffà. Andate a cercarla sul digital –> youtube + instagram + web

Far10

Ford Transit 1971 – SuperVan

Nel casino di queste settimane dense di progetti che riaffiorano, si incrociano, si sovrappongono mi ero completamente dimenticato di pubblicare questa illustrazione vettoriale dedicata ai 10 anni di Far Impresa Edile. Ovviamente la scelta del furgone “pimpato” è stata definita perchè il soggetto somigliasse al Far, che dell’impresa è capo e lavoratore. Il ford transit 1971supervan è un esperimento di cui potete leggere qui, la base è un transit del ’64, se non ricordo male, con la giunta di un V8 di una GT40. Io ci ho aggiunto un po’ di colore, un po’ di adesivi e una tavola da surf. Questo disegno entrerà a far parte del progetto “garage73” di cui avete già intravisto qualcosa, ma insomma, non posso dirvi sempre tutto tutto.

La buona notizia? Abbiamo fatto anche le t-shirt. La cattiva Ne sono rimaste 5.