Joliet Blues 7474505-B

joliet blues poster

Allora, da dove cominciare?

The Blues Brothers, una pellicola del 1980 vista per la prima volta da bambino al cinema Ducale di Urbino. Uno di quei rari film che ti offre qualcosa ad ogni età da cui lo osservi. John Belushi e Dan Arkroyd, una coppia dello spettacolo, una miscela perfetta nella tradizione delle coppie di cui non capisci mai bene chi è la spalla di chi. I co-protagonisti del film? Una lista di musicisti e guest stars da mettere paura a qualsiasi mega produzione hollywoodiana. Un film che somiglia alla storia che racconta. L’incrocio di stili e l’ironia di una comicità all’americana che ci manca davvero? La cometa Belushi? Una storia di rivincita e talento da spaccare i cuori, seppur politicamente scorretta nei modi. Il fenomeno dei fratelli Blues nato ben prima del film? La dodge monaco “modificata” della polizia targata BDR 529 ILL scambiata con la “Cady”? I ray-ban più venduti della storia? Un film che oggi è anche storia del costume, della musica e della grafica anni 80. C’è da perdersi.

Insomma. Non se ne viene fuori e come sempre accade per i propri miti (e questa storia mito lo è) riuscire a mettere su carta qualcosa di sensato non è facile. Nel progetto Garage73 non poteva mancare la Dodge Monaco della Polizia che da simbolo del massimo machismo americano diventa, divelte le sirene e strappati gli stemmi, il simbolo della purezza della missione, della rivolta, della vera giusta causa e della disobbedienza quando necessaria.

Allora ho voluto ritrarla così. Fuori dal carcere di Joliet, in attesa che i Fratelli Blues si ricongiungano, all’inizio di un poema epico cavalleresco in salsa blues. Non potevo non lanciare questo poster sui BB proprio oggi, una calda domenica di agosto in cui a Pesaro, in piazza del Popolo, proietteranno il film in versione rimasterizzata e integrale, con intervista in diretta da Los Angeles, con John Landis, regista di questa pellicola ed altre mitiche. Credo sia la 200esima volta che lo rivedo, per dire.

Non sarà l’unico poster in cui tratterò il tema, sia chiaro. È un film troppo ricco per non ricavarne almeno un trittico. Questo poster sarà disponibile in formato 35×50, 50×70, 70×100 e 100×140.

Cos’è il numero 7474505-B? Eh no, non ve lo dico.

Isacco, l’amico che ti sorride sempre!

Era nato come un gioco, un piccolo autofinanziamento per i boys scout. Un modo simpatico per “spillare” due soldi pro campi estivi.

L’idea era: una matrice semplice ma accattivante in stile un po’ monster jappo; un valore espresso (porta bene! ti sorride sempre, anche nelle difficoltà) non da classico porta fortuna ma più stile “sostegno” a prescindere; un nome atìpico (Isacco!) e una buona occasione per rispolverare in combo l’arte del cucito e il buon costume del recupero dei vecchi tessuti.

Sberla™

Sberla™ è la nostra (rookie farm inc.) e-bike super-cool. Un omaggio al sogno americano in formato italia anni 70, con le saltafoss che guardavano a loro volta le schwinn americane. Ma per noi è anche molto di più. Innanzi tutto un’autoproduzione che rompa gli schemi della pedalata assistita che oggi vuole mezzi super tecnici (e super costosi) o cineserie da città affidabili come un cane con la rabbia. La “nostra” Sberla è confortevole, assorbe tutti i terreni con impudenza ed è veramente bella. Uno schiaffo in faccia.

Trovarle il nome è stato semplice e la conferma di averlo trovato giusto ce lo ha dato il fatto che negli anni 80 c’era una serie TV mitologica che aveva tra i suoi protagonisti Templeton Peck “faceman” tradotto in italiano come “sberla”, soprannome super azzeccato per il “dandy” dell’ A-TEAM, che non disdegnava completi alla moda ma sapeva essere a suo agio anche in tenuta da guerriglia. Un rubacuori tremendamente efficace anche nei piani più tosti del quintetto. Sberla, una garanzia, ed è per questo che gli ho disegnato un ritratto.

old bike from USA

Chili di cotone stampato.

La mia prima t-shirt stampata si perde nella notte dei tempi e per fortuna non ce ne sono tracce in foto. Ne ho pensate, dirette e disegnate tante e per fortuna i più ricordano solo quelle venute meglio.

Le ho disegnate come CuckooBox, poi come Hotmilk, Hotmilk Garage e poi ancora con OPEN24HOURS e ultimamente con il mio Big Bro’ Johnny Rapina. Per quasi due anni mi sono dedicato esclusivamente al progetto VALVOLA® che oggi è matura e mi lascia di nuovo lo spazio per ricominciare con il mio laboratorio sperimentale.

Non è un segreto. Fare t-shirt mi piace, mi gratifica e mi diverte ed è per me un termometro per capire se i miei pensieri disegnati funzionano o meno.

Comincia quindi l’avventura con Rookie Farm Inc. un nuovo contenitore in cui buttare il mio cotone stampato. A breve andranno alle stampe “un paio” di classici e un paio di novità.

Ci siamo. Per Natale potete stare tranquilli!

Farina.

Farina è la pizzeria di Pesaro. Può sembrare presuntuoso e forse lo è, ma sta di fatto che difficilmente un pesarese non la conosca. Paolo Severi ha investito, fidandosi, su una comunicazione che ha vestito un progetto preciso. Naming, brand, illustrazioni, comunicazione e copy. Una serie di azioni condivise che hanno fatto si che Farina abbia imparato a far parlare di se.

visitate il sito di Farina!

art direction + naming + brand design + illustrations, Cristiano Andreani

graphic design, Lele Barduagni

illustrations, Lele Barduagnifarina01