Isacco, l’amico che ti sorride sempre!

Era nato come un gioco, un piccolo autofinanziamento per i boys scout. Un modo simpatico per “spillare” due soldi pro campi estivi.

L’idea era: una matrice semplice ma accattivante in stile un po’ monster jappo; un valore espresso (porta bene! ti sorride sempre, anche nelle difficoltà) non da classico porta fortuna ma più stile “sostegno” a prescindere; un nome atìpico (Isacco!) e una buona occasione per rispolverare in combo l’arte del cucito e il buon costume del recupero dei vecchi tessuti.

Hotmilk for Spankies

Marcellino in “1973”

Nel 2009, con il progetto Hotmilk, io e Peter G. Criscione (Jhonny Rapina n.d.r.) facemmo diverse sperimentazioni, una di quelle si chiamava HOTMILK FOR SPANKIES (latte bollente per piccole pesti), una linea di t-shirt dedicate ai più piccoli. Ebbero un notevole successo, chissà perchè.

Hot Rods ne abbiamo?

Entrare nei miei archivi digitali è davvero un’esperienza notevole. Primo, ho scarsa memoria di ciò che ho fatto (questa è roba di una quindicina di anni fa). Secondo, il digitale non ha dimensione , non ha peso, e la sua porta di ingresso è larga quanto una presa USB. Il rischio di perdere e di dimenticare è davvero troppo grosso. Terzo, considerazioni di questi giorni, disegnare “le macchinine” è forse la passione più durevole del mio percorso di disegnatore. Sarà un segno? Quarto, gli stili! Mi perdo negli stili. Ancora oggi non ho capito bene cosa mi porti a saltar di palo in frasca.

Beh.

Philippussis era un bellissimo negozio di abbigliamento da uomo, a Pesaro. Un negozio atipico, per un uomo casual ed elegante, un po’ stile Barbour. Sportivo, un po’ vitellone e indolente, con buone capacità economiche. Il brief era rompere gli schemi. Essere pecora nera, ma con stile.

Grand Hotel.

Questa è una bozza, ovvero un passaggio necessario per arrivare al concetto che vuoi far passare, o meglio, che il tuo cliente vuol far passare. Ma qui la questione è complessa: il tuo cliente non è proprio un cliente. È un compagno di viaggio di lunga data e questo complica le cose da una parte e le semplifica dall’altra. Lui ti ha scelto perchè parli la sua lingua e perchè sa che saprai sintetizzare in uno scatto la sua idea, non la tua.

Le t-shirt sono così: un messaggio, un’immagine. I ruoli sono fondamentali. io parlo, tu traduci, in questo caso. Via. Le bozze sono fondamentali, servono alla relazione, cioè sono la base del confronto per misurare l’effetto del messaggio. Non voglio aggiungere troppo. Non c’è un modo giusto e uno sbagliato di raccontare le storie, soprattutto se sono sospese e tutte da immaginare, come in questa t-shirt.

Il GRAND HOTEL è una condizione, basta l’indispensabile per te, per il tuo spazio-tempo. Per questo il buon Rapina ha scelto un copy chiaro e senza fronzoli: GRAND HOTEL, NO BANK, NO PHONE, NO STRESS. Il resto te lo dice il disegno.

Ah. Se la volete la trovate qui. Johnny Rapina.

Vintage tools (icon set)

Ci sono oggetti con cui si ha una cera familiarità. Gli oggetti da officina, da laboratorio o da garage sono sicuramente tra quelli. Ho osservato molto mio padre utilizzarli, anche se non sono mai riuscito ad imparare come li usava.

Forse la tendenza ad un certo tipo di osservazione degli oggetti ti distrae dalle movenze e dai gesti. Chissà.

workshop set – adobe illustrator

Ritrovamenti.

Ultimamente mi capita spesso di dover metter mano a vecchi archivi per trovare file paleozoici necessari ad aprire nuove commesse. Inevitabilmente si incappa in cose dimenticate, come in questo caso. Un lavoro su commissione di cui ricordo poco o nulla. Una illustrazione vettoriale decorosa e un’onesto lettering per una vetrina. Dai, tien botta nonostante il tempo.