Quipit.

Era una buona idea e credo lo sia ancora. La necessità di “controllare” il flusso degli eventi in città mi fece capire che “forse” mancava un gestore di eventi che li archiviasse in base ai contenuti in primis, al luogo, poi al target e alla categoria e non solo in base al contenitore generale. Quipit (QUIPesaroITalia) era una web app semplice, ma non abbastanza per rivelarsi sostenibile con i nostri soli sforzi. Resistette quasi un anno, poi, complice anche una scrittura un po’ spartana e una user experience un po’ fuori dal tempo, dovemmo cedere… ma chissà. non si può mai dire.

(nell’immagine l’uccellino di Quipit quando ne annunciammo la chiusura)

PLEASE INVADE US

PLEASE INVADE US © 2014 – CRISTIANO ANDREANI

Ogni maglietta che ho disegnato ha sempre avuto di base un motivo per essere fatta. Una piccola storia da raccontare, un messaggio da condividere, la rappresentazione di un pensiero o semplicemente un elemento da evidenziare. Erroneamente si pensa che progettare una t-shirt graphic sia un esercizio di stampo artistico, la verità è che alla base c’è sempre un concept da rappresentare e questa rappresentazione può essere effettuata con un’illustrazione, un disegno grafico e/o con della buona tipografia e quindi uno scritto, per quanto sintetico. In ultimo, ma non per ultima, la scelta dei colori è il tocco fondamentale.

PLEASE INVADE US © 2014 – CRISTIANO ANDREANI

Il concept di questa maglietta è limpido ed è nato da un attimo (forse anche più di uno) in cui osservando la realtà delle cose a livello nazionale hai la lieve sensazione che qualsiasi tuo sforzo per migliorare le cose possa risultare vano. Il creativo (neurone1), l’ottimista (neurone2) e il pigro (neurone 3) che sono in me si sono quindi chiesti: Chi potrebbe salvarci?

La risposta è semplice: Gli alieni. La PLEASE INVADE US (con un s.o.s. formato MORSE) nasce come manifesto, come insegna, come richiamo a popolazioni della galassia che intendano un giorno palesarsi e riportare l’ordine e la serenità, ma non solo: è una resa e al contempo una speranza, un segnale di consapevolezza dei propri limiti, un’assunzione di responsabilità, dell’idea che qualcuno più capace di noi possa intervenire. Non ce la possiamo fare da soli.

Le cose migliori.

OPENBEACH

Questa è una grafica molto importante, per me. È stata una tshirt, poi un negozio unico nel suo genere e oggi, lievemente modificata, l’immagine di una scuola di surf che il Local si è pensato così, tra una cosa e l’altra. Scuola non è forse il termine adatto, dovrei dire esperienza, con onde piccole e surf da sbarco, ma senza dimenticare “l’incubo” di Spielberghiana memoria lì, come monito assoluto per ricordarci che al mare noi siamo gli ospiti di una cosa troppo più grande di noi

Le cose migliori, nascono spesso per gioco.

Pesaro Bicycle Fest.

Prima prova da co-progettista per un piccolo evento con grandi mire. Grazie al sostegno di Officine Creative Marchigiane e del Comune di Pesaro e la collaborazione di Opera Maestra ho realizzato il sogno di un bicycle fest in città. Un evento che unisce tecnica, gioco, passione per il mezzo più ecologico del mondo. Gli obiettivi sono quelli di diffondere la cultura della bici come mezzo di trasporto a 360 gradi. Non potevo non curare anche la parte visual. Ecco il poster!

Pesaro-Bicycle-Fest-comunicato

Be Cycle is Good.

C’è un progetto ha cui sono molto affezionato di cui però non parlo molto volentieri. Una di quelle cose con tanto potenziale, partorita però con un partner affatto affidabile, il tutto condito con scarsissima conoscenza specifica in materia di partnership. Il progetto altro non era che un set di biciclette re-made in azienda. Un concept di bici da città a tiro retrò: Le Due di Picche. Tre telai a magazzino fuori produzione. Una reinterpretazione completa della composizione del mezzo sfruttando tutti i materiali e gli accessori disponibili in magazzino. La più bella e significativa delle tre si chiamava Doppietta, ispirata alle bici militari. Gran mezzo.

FactoryLab

Cercando tutt’altro in un archivio un po’ datato ho ritrovato un po’ di materiale importante per la mia esperienza di “visual”. Il Factory Lab è stato un locale “mitico” di Pesaro ed oggi è un collettivo di Barman + Dj. Buttano su musica buona e sanno remixare ottimi frullati oltre ai classici cocktail “da spiaggia”. Se venite a Pesaro e cercate bene, li trovate, solo dove c’è buona musica, sia chiaro. Con loro ho sperimentato un po’ di comunicazione divertendomi a seguire le loro numerose idee.

Se cerco bene troverò anche la “Brenda Walsh loves Factory” una t-shirt super cult. Ne avevamo fatte così poche con la ho neppure io.