L’attesa.

L’attesa è un momento importante, delicato, in cui bisogna essere pronti, ma fermi, con i muscoli tesi ma con le spalle rilassate. È un lasso di tempo tra la sensazione che qualcosa debba cambiare e la possibilità che questo avvenga con un tuo movimento. Partire senza ansia o pressione. Ma l’attesa è anche quiete, una pausa in cui, pur se con il motore acceso, ci si rilassa di fronte al mare chiedendosi se quel che avverrà debba vedere la tua partecipazione o meno. C’est la vie.

sketch biro + pennarello

Farina.

Farina è la pizzeria di Pesaro. Può sembrare presuntuoso e forse lo è, ma sta di fatto che difficilmente un pesarese non la conosca. Paolo Severi ha investito, fidandosi, su una comunicazione che ha vestito un progetto preciso. Naming, brand, illustrazioni, comunicazione e copy. Una serie di azioni condivise che hanno fatto si che Farina abbia imparato a far parlare di se.

visitate il sito di Farina!

art direction + naming + brand design + illustrations, Cristiano Andreani

graphic design, Lele Barduagni

illustrations, Lele Barduagnifarina01

Like a Bumble bee.

LIKEABUMBLE

Cominciamo a produrre concept per Valvola. Questo è il primo di una lunga serie.

C’è un detto inglese che dice: “aerodynamically, the bumble bee shouldn’t be able to fly, but the bumble bee doesn’t know it so it goes on flyng anyway” Ora, pur sapendo che è un detto, ci piace! Ci piace pensare che ogni tanto si possa essere come il Bombo (Bumble bee) e fare anche ciò che ci dicono essere tecnicamente impossibile.

Un vecchio amico avrebbe detto che ci vuole “l’ignoranza”. Appunto. Perchè a volte serve di provarci, like a bumblee bee, appunto.

Ready.

Chall021

Ieri sera ho visto, per la prima volta con una certa attenzione, Vanishing Point (USA, 1971). Un racconto spietato sulle ossessioni e sull’ineluttabilità del destino che  tu stesso ti sei costruito. L’insidia della routine. L’idea che nulla possa essere cambiato può portare ad una fine spietata, senza sfumature, proprio come nel film, di cui non vi racconto nulla.

Ho tirato a lungo, per il gusto della guida e per il sapore che solo una certa tensione può darti. Un anno fa però, ho ipotizzato che la strada che stavo percorrendo fosse sbagliata… persino pericolosa. Mi sono fermato. Mi sono guardato intorno. Mi sono seduto sul cofano a bordo strada chiedendomi se la corsa avesse ancora un senso.

A Gennaio scrivevo così. Ready. Una nuova avventura lavorativa. Una nuova partenza. Un nuovo gruppo di lavoro. Un rinnovato entusiasmo. Vecchi input con nuove prospettive.  Sono passati sei mesi e posso dire di averci visto giusto. Quella fermata è stata fondamentale. Non erano il cosa o il come ad essere sbagliati. Il perchè era la questione.

cri.

 

ps_ Perchè un challenger r/t? Guardatevi Vanishing Point. Poi sarà tutto più chiaro.