Paesaggi.

C’è un progetto su cui sto lavorando da diversi mesi del quale non posso ancora spoilerare quasi nulla, progetto che guarda caso parla di territorio, di tipicità e forse anche di casa. Ho quindi estratto alcuni elementi di quel lavoro in questa immagine che sintetizza -spero- l’idea di una delle cose che mi sta più a cuore, ovvero la casa in cui sono cresciuto con tutto quello che ci sta dentro e attorno. Così, in questa giornata che finalmente sa d’autunno, mi sembrava cosa buona e giusta provare ad appoggiarli lì, mentre il progetto vero e proprio continua a prendere forma.

Buon week end.

Pause estive a colori.

Da queste le pause estive non sono mai stop veri e propri, semmai dei forti rallentamenti in cui riprendere ossigeno e concedersi più tempo per pensare ed osservare. Poi va da se che le cose alimentate riprendono vigore e tocca vederle bell’èffatte per capire se funzionano o no, certo è che questo set di illustrazioni su cui sto lavorando da un paio d’anni hanno un forte potenziale, ma si sa il troppo è come il poco, come dicono qui da noi e poi finché non le fai, non lo sai.

È il caso di Lungo La Strada, un progetto su cui mi sto alambiccando da un po’ perché mi mette in gioco su due temi forti, ovvero il content, il racconto del territorio, tema che mi sta molto a cuore (le cose preziose vanno gestite con moooolta cura) e il pacchetto stile e tecnica con cui realizzare il tutto, ci sto girando in tondo da un po’ ma ancora qualcosa mi sfugge.

Ecco, nella pausa estiva ho guardato le forme e i colori che sono due mondi che “ciao ti saluto”. Nelle prime cerco una sintesi, nei secondi il respiro e l’intenzione… che bega.

La mappa della Valle del Vento

exmaps™ – valle del vento

La Valle del Vento è un luogo. Un luogo che è stato abitato da Sara e Francesco che lì hanno ricostruito uno spazio che oggi parla di ospitalità e buon cibo ma sopratutto racconta di ricerca, curiosità e cultura del territorio. In questa piccola mappa abbiamo messo alcuni dei buoni motivi per i quali vale la pena andare alla Valle del Vento. i produttori locali con i quali hanno deciso di preparare i loro piatti, gli altri luoghi che non puoi non vedere se passi di lì.

Questa mappa va ad arricchire il progetto Exmaps™ (experience maps) che sto sviluppando con il team di cui faccio parte: numerotre™.(ve ne parlerò in autunno, ma siamo già molto operativi). Raccontare bene il territorio è una missione e un vero piacere.

il nuovo marchio

Per la Valle del Vento abbiamo sviluppato il nuovo brand, aggiornato il pay-off e disegnato i coordinati, ma se li volete vedere, ci dovete davvero passare, ne vale la pena. Qui i rifermenti per arrivarci senza indugio.

In piccolo.

Questi elementi non saranno più di un centimetro e mezzo una volta finiti e stampati. Delle icone illustrate per colorare il racconto nelle mappe che da qualche tempo stiamo sviluppando facendo si che la tradizione della carta illustrata incontri il web. Qui su exmaps trovate tutto il progetto. A fine estate uscirà una nuova piccola mappa che ci darà grandi soddisfazioni e queste piccole preview ne faranno parte. Chissà di che zone stiamo parlando…

HAPPY B-DAY MR. EASTWOOD!

Mr. Clint Eastwood (roccia esposta nella foresta dell’est) classe 1930, oggi 31 maggio compie gli anni.

Qui una parola è poca e due sono troppe. Per essere uno che a detta di Sergio Leone aveva “solo” due espressioni (con cappello o senza cappello) di strada ne ha fatta parecchia: come attore, come regista, come personaggio unico nel suo genere. L’elenco di film in cui ha messo lo zampino è impressionante, personalmente ce ne sono tre a cui sono particolarmente affezionato, forse i tre film che hanno cominciato a rompere lo stereotipo del personaggio monocorde in cui molti altri sarebbero rimasti incastrati per sempre. Il primo è “filo da torcere” del 1978 in cui Clint interagisce con un attore fuori dal comune, un orango di nome Clyde. L’altro film è “Gunny” del 1986, in cui il personaggio ci racconta tra varie americanate, quanto sia duro rimanere dentro uno stereotipo per tutta la vita. L’ultimo è “Una calibro 20 per lo specialista” del 1974 di Cimino, che personalmente contiene una delle battute più esilaranti della storia del cinema che Clint proferisce bussando al vetro di una station wagon guidata da due anzianotti nei pressi di un gas service: ” Prima scendete, meno cazzotti prendete!”.

E così sia, politicamente scorretto come a volte vorremmo esserlo noi, provate a resistergli se ci riuscite.

D’appennino e altre certezze.

Qualche anno fa ho avuto la fortuna di incrociare sulla mia strada i ragazzi di Happennino: Vittoria, Francesco e Andrea. Happennino è un festival diffuso con l’obiettivo di portare il bello conosciuto e selezionato nel bello locale, davvero ancora troppo poco conosciuto. A pensarci bene non è stata proprio fortuna ma piuttosto l’attitudine sviluppata nel cercare elementi da aggregare in un pensiero che da un pezzo mi girava in testa, ovvero riuscire a vivere e raccontare i luoghi magici che, abbandonate le colline di Urbino, si estendono nell’entro terra verso l’appennino. Il viaggio ideale nell’Italia centrale è proprio questo, una salita dalle linee orizzontali del mare verso le sinuose curve delle colline, per approdare poi ai profili dei nostri monti: I sassi Simone e Simoncello, il Carpegna, il Nerone e il Catria, lo Strega, il Cucco, il Pietralata e il Paganuccio con la loro favolosa Gola del Furlo.

La magia dei luoghi ameni si sa è un connubio tra ciò che vedi e che senti e tutto ciò che in quei luoghi è successo. Se avrete la voglia di passare di qua vi consiglierò personalmente tre guide speciali: Vasco Feligini di Glocal guides, Max Pax e Gianluca Panareo che riusciranno con i loro racconti a farvi vedere anche ciò che apparentemente è invisibile ai più. Ma torniamo all’appennino e ad Happennino. Conosco bene quei luoghi o forse dovrei dire che loro conoscono me perché ogni qualvolta che li visito hanno su di me un potere terapeutico. Mi tranquillizzano, mi ospitano e mi danno quegli spazi necessari a rimettere a posto le idee.

I ragazzi di Happennino come me sentono quei luoghi e hanno saputo con il loro festival intercettare tante sapienze locali e non per renderli più chiari ai più. Ma sono anche riusciti a intercettare sponsor e partner coerenti con il racconto e attenti al perchè di questo festival. Guarda caso ho ritrovato in quel festival personaggi da sempre attenti a fare cultura, ovvero sia ad apprendere per il gusto di arricchirsi e per aver nuove storie in cui contestualizzare la loro, con tutta questa bellezza che è l’alta marca. Emilio Spada di Cau e Spada, il pastore poeta; Vittoria e Zeno Avenanti di Terracruda, Roberto Dormicchi alias Triglia di Bosco, Filippo “food guru” Polidori, Angelo Yezael Cruciani e davvero tanti tanti altri.

Insomma. Il primo anno ho seguito Happennino sui social e mi sono mangiato i gomiti per non esserci stato, ma quell’osservazione mi ha fatto capire che il mood era quello che cercavo da un po’, la loro visione, il loro tatto, la loro capacità di scegliere mi ha convinto fossero gli interlocutori giusti per riaccendere quell’idea di racconto del territorio tramite le esperienze e le persone, sia di oggi che di ieri. Con loro ho conosciuto i ragazzi di Va’Sentiero e ho capito Il secondo anno mi sono offerto come driver, avendo la fortuna di portare d Pesaro a Sant’Angelo in Vado una responsabile di Air BnB Italia a cui ho raccontato quasi tutto ciò che sapevo trovando in lei lo stupore nello scoprire questa fetta di mondo così poco conosciuta e stupendomi a mia volta che un’esperta di territori e business fosse rimasta disarmata di fronte a storie che parlano di Federico da Montefeltro, Leonardo e guarda un po’ anche Dante.

Ed eccoci al dunque. I ragazzi di happennino lanciano un nuovo evento diffuso: L’appennino di Dante, pane lingua spirito. Hanno scelto me per disegnare la loro idea e questo mi onora perchè so che è la visione che crea la possibilità di fare qualcosa di forte. Ma insomma, seguiteci, veniteci a trovare scoprirete un mondo. A breve, le date.

Joliet

Me l’ero quasi promesso. L’idea è stata covata per un sacco di tempo ma volevo che la realizzazione fosse rapida, in stile street art, nero su bianco, dichiaratamente ispirata alla necessità di lavorare di sintesi e si impatto che Shepard Fairey ha reso famosa ma è patrimonio “stencil” di tutti quelli che hanno la necessità di comunicare anche non sapendo “disegnare”, di essere rapidi, chiari e indelebili come lo è stato lui, Mr. Belushi. A breve troverete questa grafica in forma di poster sullo shop della rookie farm, che stiamo sistemando in questi giorni. Che dire, spero vi piaccia… mi sa che ci faccio anche una maglietta, ne volete una? Everybody loves John, n’est pas?