Un po’ di US coast non guasta mai.

alla fine è “solo” un evento in spiaggia… ma dopo un periodo così, rimettere i piedi nella sabbia senza dover portare le mascherine è davvero una cosa potente. Così, con i ragazzi di Las Palmas di Pesaro (east adriatic coast IT 61122) abbiamo pensato di immergerci nelle tarantiniane atmosfere dei poster della surf culture americana e i grandi classici alla “Beverly Hills cop”. Insomma. Colori psichedelici, banane nei tubi si scarico dei pulotti e ragazzi scannati che surfano nelle piscine vuote. Ci sta? Ci sta.

21 Aprile 2022

Premetto che in generale non mi piace questo abuso di “giornate di questo e di quell’altro” ma oggi è la Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione. Di seguito vi riporto di seguito un articolo de “il Piccolo” che spiega in maniera breve e sintetica cosa significa questa giornata che evidenzia uno degli elementi che, a mio parere, dovrebbe diventare laboratorio e materia per tutte le scuole. La creatività è uno strumento fondamentale per la crescita personale. Lavoro con la creatività da tanti anni, ho imparato a gestirla e direzionarla. Per me la creatività è innanzi tutto risolvere problemi valorizzando il mio background e la mia capacità ridisegnare nuove possibilità, in sintesi un valorizzatore di autostima, perché la creatività dà valore a ciò che tu catturi nel mondo, spesso non sapendo neppure il perché, facendolo poi fermentare in attesa di una nuova necessità ed una nuova forma utile.

Dal quotidiano “Il Piccolo”: Ricorre oggi, 21 aprile, la Giornata mondiale della creatività e dell’innovazioneWorld Creativity & Innovation Day. Fondata il 25 maggio 2001 a Toronto, in Canada da Marci Segal, lo scopo di questa giornata era ed è quello di ricordare e incoraggiare le persone a usare la loro creatività per rendere il mondo ma anche il loro mondo stesso, un posto migliore. Pertanto, le Nazioni Unite hanno designato il 21 aprile come Giornata mondiale della creatività e dell’innovazione per aumentare la consapevolezza del ruolo della creatività e dell’innovazione in tutti gli aspetti dello sviluppo umano. Anche l’economia creativa non ha un’unica definizione. È un concetto in evoluzione che si basa sull’interazione tra creatività umana e idee e proprietà intellettuale, conoscenza e tecnologia. Essenzialmente sono le attività economiche su cui si basano le “industrie creative”. L’economia creativa infatti – che comprende prodotti audiovisivi, design, nuovi media, arti dello spettacolo, editoria e arti visive – è un settore altamente trasformativo dell’economia mondiale in termini di generazione di reddito, creazione di posti di lavoro e proventi da esportazione. La cultura è una componente essenziale dello sviluppo sostenibile e rappresenta una fonte di identità, innovazione e creatività per l’individuo e la comunità. Allo stesso tempo, la creatività e la cultura hanno un significativo valore non monetario che contribuisce allo sviluppo sociale inclusivo, al dialogo e alla comprensione tra i popoli. Oggi, le industrie creative sono tra i settori più dinamici dell’economia mondiale e offrono anche nuove opportunità ai paesi in via di sviluppo. Secondo il rapporto dell’Unesco, le industrie culturali e creative dovrebbero far parte delle strategie di crescita economica, in quanto sono tra i settori più dinamici dell’economia mondiale: generano 2,25 miliardi di dollari di entrate e 29,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo. Con questo spirito, i paesi stanno sfruttando il potenziale delle aree ad alta crescita del mercato per i ritorni economici e la riduzione della povertà.

Buon 21 aprile a tutti.

Dall’alto.

Ho pensato a lungo se farlo. Poi mi sono detto che in questo periodo di cose troppo brutte, una briciola di bellezza non può certo far male e poi , a una certa, devi ascoltare la pancia e andare. Oggi Pesaro è stata proclamata Capitale della Cultura 2024, una grande opportunità in un momento orribile, perché solo la cultura potrà salvarci da questa nebbia di cattiveria, di ipocrisia e di presunzione.

La cultura è un valore che la treccani definisce ” l’insieme delle cognizioni intellettuali che, acquisite attraverso lo studio, la lettura, l’esperienza, l’influenza dell’ambiente e rielaborate in modo soggettivo e autonomo diventano elemento costitutivo della personalità, contribuendo ad arricchire lo spirito, a sviluppare o migliorare le facoltà individuali, specialmente la capacità di giudizio.” (qui trovate il resto)

Credo che la cultura sia anche amore per ciò che impari a riconoscere come essenziale e l’esigenza che ne consegue di trasmettere ad altri quel “bello” che ci circonda o meglio ancora di permettere ad altri di aumentare quel patrimonio che permea tutto… “quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società”.

Daniele Tagliolini per esempio era così, sapeva riconoscere la cultura e anche le persone che grazie al suo supporto avrebbero potuto raccontarla. Daniele se n’è andato troppo presto ma ci ha lasciato un modello che noi possiamo e dobbiamo imitare per continuare su quella strada che dev’essere lastricata di cultura e non solo di buone intenzioni e che ha bisogno dell’opera di tutti noi che restiamo.

La cultura è quella luce estiva del tramonto che ammorbidisce i colori dopo una giornata di calura, ma è anche una persona che ha trovato il suo ruolo nel mondo… tanta roba.

Lungo la Strada è uno di quei progetti in cui aveva visto qualcosa, qualcosa che neppure lo stesso autore e sottoscritto aveva potuto immaginare. Tutto doveva iniziare al Peglio, a casa sua. E allora il mio impegno e che da lì cominci e ora che guardo la torre campanaria che avevo disegnato un paio d’anni fa, mi accorgo che quell’omino che sale la scala per prendere la luna con le mani mi ricorda qualcuno.

Ciao Daniele.

Pane al pane.

Due nuovi marchi con due volatili “ad alto valore simbolico”. La colomba de “il fornaio pasticciere” di Pesaro e il colibrì arcobaleno per “Rainbow odv” l’associazione di mioccuggino Ivan Galli che da anni si occupa della scolarizzazione e della socializzazione dei bimbi del Myanmar, un’area dilaniata da un colpo di Stato infinito. Perché si muore anche fuori dal main stream.

In questo periodo è molto difficile per me disegnare identità visive, trovare la massima sintesi visiva di una narrazione relativa ad un’attività, per quanto piccola e per quanto lontana da una guerra, ad esempio. La confusione e lo smarrimento, lo sgomento e un crescente senso di impotenza non giocano a favore. Ma il mio è un lavoro da artigiano che deve portare dei nuovi segni nella città, possibilmente con mano felice e nella speranza che quei dettagli possano essere un buon veicolo di comunicazione per le cose che succedono. Il buon pane del Fornaio Pasticciere e le attività di Ivan lo sono, ad esempio.

Per la definizione del logo del fornaio sono state fondamentali la testa gentile di Nico Polidori e la perseveranza di Sara Caiazza, perché le cose belle si fanno con le persone belle.

Prove colore.

garage73

Settimane impegnative, nuovi progetti da valutare, nuove collaborazioni da mettere in atto, mentre i progetti nel cassetto, quelli che ancora non hanno trovato una loro collocazione, ti chiedono attenzione, pretendono che tu valuti se 1) valgono qualcosa e 2)se agli altri potranno interessare e 3) cosa fondamentale, in che forma. E quella attenzione gliela devi perché ci hai investito del tempo e loro come te ci hanno creduto.

Allora ecco che giunge l’ora di riprendere uno dei tuoi vecchi file, con tatto, con delle pinze li riappoggi sul tavolo di lavoro per provare una nuova variante colore, un formato, una spruzzata di impaginazione. Questo che vedete è uno di quei file, restaurato senza super bonus. Ora siete più rilassati e potete riprendere con l’anormale amministrazione.

I miei clienti non sono normali

Far, impresa edile. Perché un’impresa edile dovrebbe usare un furgone vintage in salsa “un mercoledì da leoni” per farsi pubblicità? Beh, ci sono tre motivi principali, il primo: nessuno l’ha mai fatto qui in zona, accostare il proprio brand ad un mood, ad uno stile di vita. Il secondo: raccontare l’approccio alle cose, al buon gusto, alla voglia di fare del bello funziona quasi sempre in pubblicità, non parli di quello che fai ma del risultato di quello che fai, insomma, senza bisogno di mettere mattoni e cazzuole puoi dire di essere uno in gamba in edilizia. Terzo ed ultimo motivo: è un pazzo, ma un pazzo che fa le cose per bene. Amen.

La narrazione illustrata.

didascalie illustrate

L’illustrazione (in questo caso in “flat” vettoriale”) è un elemento fondante del racconto, soprattutto in ambiente digitale, dove l’elemento visivo è parte dell’identità di marca (brand identity) potendo rappresentare il tono di voce e il sapore e i soggetti cardine che in un testo potrebbero perdersi. Il bilanciamento tra il narrato visivo e quello scritto determinano anche un’immediatezza di lettura che se opportunamente equilibrato può aumentare le proprie sfumature espressive. L’illustrazione flat si presta inoltre all’animazione, aggiungendo quindi la possibilità del gesto e del movimento, altri elementi determinanti per catturare l’attenzione di chi guarda.

Triglia di Bosco.

Triglia -al secolo Roberto Dormicchi è un appassionato di cucina, non un “semplice” chef e sapete perché? Perché è curioso, preparato nel suo mestiere e non si accontenta di fare (e farlo bene). Quello che fa lo insegna e lo comunica, facendo leva sul suo background e sul nostro territorio, che poi forse, alla fine… è la stessa cosa. Qui sotto una cosetta che mi ha chiesto da inserire nei suoi pacchi di Natale. Ah, una cosa fondamentale: l’ho conosciuto grazie al trio di happennino. Perché le cose non succedono mai per caso, ma per passione e curiosità di qualcuno.