In piccolo.

Questi elementi non saranno più di un centimetro e mezzo una volta finiti e stampati. Delle icone illustrate per colorare il racconto nelle mappe che da qualche tempo stiamo sviluppando facendo si che la tradizione della carta illustrata incontri il web. Qui su exmaps trovate tutto il progetto. A fine estate uscirà una nuova piccola mappa che ci darà grandi soddisfazioni e queste piccole preview ne faranno parte. Chissà di che zone stiamo parlando…

HAPPY B-DAY MR. EASTWOOD!

Mr. Clint Eastwood (roccia esposta nella foresta dell’est) classe 1930, oggi 31 maggio compie gli anni.

Qui una parola è poca e due sono troppe. Per essere uno che a detta di Sergio Leone aveva “solo” due espressioni (con cappello o senza cappello) di strada ne ha fatta parecchia: come attore, come regista, come personaggio unico nel suo genere. L’elenco di film in cui ha messo lo zampino è impressionante, personalmente ce ne sono tre a cui sono particolarmente affezionato, forse i tre film che hanno cominciato a rompere lo stereotipo del personaggio monocorde in cui molti altri sarebbero rimasti incastrati per sempre. Il primo è “filo da torcere” del 1978 in cui Clint interagisce con un attore fuori dal comune, un orango di nome Clyde. L’altro film è “Gunny” del 1986, in cui il personaggio ci racconta tra varie americanate, quanto sia duro rimanere dentro uno stereotipo per tutta la vita. L’ultimo è “Una calibro 20 per lo specialista” del 1974 di Cimino, che personalmente contiene una delle battute più esilaranti della storia del cinema che Clint proferisce bussando al vetro di una station wagon guidata da due anzianotti nei pressi di un gas service: ” Prima scendete, meno cazzotti prendete!”.

E così sia, politicamente scorretto come a volte vorremmo esserlo noi, provate a resistergli se ci riuscite.

Time, please!

“Porca miseria. Se non rientriamo nei tempi normali qui è un casino!”

Averne avuto a disposizione (di tempo) mi ha permesso di sistemare due o tre còsette che avevo lì da tempo: BE CYCLE IS GOOD, GARAGE73, DINOS INDA WOOD, THE TRIP (nome provvisorio) che presto (…) vi farò vedere. Tutti progetti pensati per far lavorare un po’ centinaia di disegnetti fermi lì negli hard disk.

Poi naturalmente il nuovo sito di ROOKIE FARM INC (andate a vedere!!), il progetto LUNGO LA STRADA e ancora EXMAPS, poi i CENTRI D’AGGREGAZIONE GIOVANILE e l’ ISTITUTO COMPRENSIVO OLIVIERI DI PESARO, NUMEROTRE™ e via via. Tanta roba.

Lo racconto spesso, essere un creativo è un mestiere impegnativo, ogni biz che ti viene in mente deve prendere quel minimo di forma per capire se quel segno possa avere un futuro o no. Devo dire la verità, la mia indole d’artista sta un po’ prendendo il sopravvento su quella del “professionista” ma tant’è, la natura non può essere ostacolata, ci si deve convivere con rispetto. Il mio mestiere sta virando verso il design dei progetti, a cui poi mi presto spesso come disegnatore grafico, progetti di sviluppo in cui la capacità di comunicare bene è un aspetto sempre più fondamentale. Che dire? Procediamo.

Il Signor Bianconiglio.

Il Signor Bianconiglio è un gran personaggio e i ragazzi di FarnetoLab l’hanno scelto come brand per raccontare il mondo del regalo handmade e delle personalizzazioni per feste ed eventi dedicate alla famiglia e agli amici. Una collezione di oggetti disegnati e realizzati da loro, grazie al background che il laboratorio e l’esperienza maturate in FarnetoLab un laboratorio artigianale di stampa e taglio, con una grande capacità di creare e progettare su carta, legno e vinile adesivo orientandosi verso le imprese, i professionisti e oggi con il Signor Bianconiglio, anche ai privati.

Con loro sto progettando la nuova brand identity del negozio e il primo soggetto partorito è proprio lui: il Bianconiglio.

The Duke.

Andrea Mazzoli non è normale: si è messo in testa un’idea apparentemente strampalata, ovvero “disegnare” un nuovo brand per fare e promuovere il turismo lento nelle nostre terre adriatiche, queste terre che dal mare salgono verso i monti. Lo strumento si chiama “The Duke – rural & luxury experiences” un mood per leggere le nostre aree mixando storia e cultura, il vino e la geologia on the road. A piedi, in bici, ma senza faticare troppo perché il relax, per godersi le cose, è fondamentale. Se avete dubbi, Date un’occhiata qui.

Joliet

Me l’ero quasi promesso. L’idea è stata covata per un sacco di tempo ma volevo che la realizzazione fosse rapida, in stile street art, nero su bianco, dichiaratamente ispirata alla necessità di lavorare di sintesi e si impatto che Shepard Fairey ha reso famosa ma è patrimonio “stencil” di tutti quelli che hanno la necessità di comunicare anche non sapendo “disegnare”, di essere rapidi, chiari e indelebili come lo è stato lui, Mr. Belushi. A breve troverete questa grafica in forma di poster sullo shop della rookie farm, che stiamo sistemando in questi giorni. Che dire, spero vi piaccia… mi sa che ci faccio anche una maglietta, ne volete una? Everybody loves John, n’est pas?

2020

Forse.

È stato un anno particolare, claro.

La pandemia ha cambiato le carte in tavola indubbiamente, per molti è diventata l’alibi per mascherare progetti fragili, crisi già insistenti e pure fallimenti conclamati. Ha svelato fuffe e potenziali ed è stata (speriamo) la surfata del secolo, dove tra cadere e restare sull’onda, la differenza la fanno l’esperienza, la reputazione ma soprattutto una dose abbondante di culo.

Questo 2020 mi ha visto di nuovo in gioco in ambito di scelte strategiche in ambito professionale, nuovi percorsi, sperimentazioni, recuperi, nuovi team su cui investire e un nuovo luogo in cui farlo. Ho caricato molto, moltissimo, ma del resto l’ho sempre fatto, credo. Chi semina raccoglie sempre. Voglio essere orgoglioso di ciò che produco, ma soprattuto del come mi pongo nel farlo. Non sono state tutte rose e oggi più che mai viaggio nella consapevolezza che la mia capacità da sola non basta, che sbaglio ancora troppo, ma che ho la capacità di apprendere dagli altri e di costruire buone relazioni.

Insomma, via così, da vero rookie, grazie di cuore a tutti quelli che ci credono come me, ci vediamo fuori dalla prossima curva, gas a martello.