Paesaggi.

C’è un progetto su cui sto lavorando da diversi mesi del quale non posso ancora spoilerare quasi nulla, progetto che guarda caso parla di territorio, di tipicità e forse anche di casa. Ho quindi estratto alcuni elementi di quel lavoro in questa immagine che sintetizza -spero- l’idea di una delle cose che mi sta più a cuore, ovvero la casa in cui sono cresciuto con tutto quello che ci sta dentro e attorno. Così, in questa giornata che finalmente sa d’autunno, mi sembrava cosa buona e giusta provare ad appoggiarli lì, mentre il progetto vero e proprio continua a prendere forma.

Buon week end.

Pause estive a colori.

Da queste le pause estive non sono mai stop veri e propri, semmai dei forti rallentamenti in cui riprendere ossigeno e concedersi più tempo per pensare ed osservare. Poi va da se che le cose alimentate riprendono vigore e tocca vederle bell’èffatte per capire se funzionano o no, certo è che questo set di illustrazioni su cui sto lavorando da un paio d’anni hanno un forte potenziale, ma si sa il troppo è come il poco, come dicono qui da noi e poi finché non le fai, non lo sai.

È il caso di Lungo La Strada, un progetto su cui mi sto alambiccando da un po’ perché mi mette in gioco su due temi forti, ovvero il content, il racconto del territorio, tema che mi sta molto a cuore (le cose preziose vanno gestite con moooolta cura) e il pacchetto stile e tecnica con cui realizzare il tutto, ci sto girando in tondo da un po’ ma ancora qualcosa mi sfugge.

Ecco, nella pausa estiva ho guardato le forme e i colori che sono due mondi che “ciao ti saluto”. Nelle prime cerco una sintesi, nei secondi il respiro e l’intenzione… che bega.

The Beach Girl

Allora, il gioco è questo. Entrare in un mondo di un altro continente e di un’altra era immaginando situazioni che forse non sono mai neppure esistite, ma del resto la favola è bello raccontarsela e raccontarsela bene. Tante tavole vuol dire tanti amici, bikini, birre e spensieratezza; una palette di colori che remixa le t-shirt hawaiane di Magnum P.I. e le grafiche sunset + neon anni 80 che è tutta un programma; una vecchia ford country squire parcheggiata che vuol dire “fòttesega” della fretta e dei confort moderni, insomma: spazio, lentezza e tanto romanticismo in ferro e finta radica, ma vuoi mettere? Nel nostro Garage73 non poteva mancare.

La mappa della Valle del Vento

exmaps™ – valle del vento

La Valle del Vento è un luogo. Un luogo che è stato abitato da Sara e Francesco che lì hanno ricostruito uno spazio che oggi parla di ospitalità e buon cibo ma sopratutto racconta di ricerca, curiosità e cultura del territorio. In questa piccola mappa abbiamo messo alcuni dei buoni motivi per i quali vale la pena andare alla Valle del Vento. i produttori locali con i quali hanno deciso di preparare i loro piatti, gli altri luoghi che non puoi non vedere se passi di lì.

Questa mappa va ad arricchire il progetto Exmaps™ (experience maps) che sto sviluppando con il team di cui faccio parte: numerotre™.(ve ne parlerò in autunno, ma siamo già molto operativi). Raccontare bene il territorio è una missione e un vero piacere.

il nuovo marchio

Per la Valle del Vento abbiamo sviluppato il nuovo brand, aggiornato il pay-off e disegnato i coordinati, ma se li volete vedere, ci dovete davvero passare, ne vale la pena. Qui i rifermenti per arrivarci senza indugio.

Pause.

È indubbiamente arrivata l’ora di una pausa.

L’altro giorno facendo due conti con il buon Nico Polidori (guardatevi il suo portfolio va là, che merita) ci siamo accorti che con questo scherzetto del covid è quasi un anno e mezzo che non ci fermiamo più… e dire che anche prima non scherzavamo nulla, eh.

È staro un periodo lungo, intenso, strano, a tratti immerso da una nebbia da non scorgerci più l’immediato futuro. Un tempo in cui ho lavorato un po’ per il pane e un po’ tanto per il prossimo futuro, mettendo nero su bianco alcuni prodotti per la comunicazione e alcune strategie su cui ci piacerebbe lavorare… e a unire un po’ di puntini sparsi per il percorso, che non guasta mai. Investire sul futuro è un lavoro che fa stare tesi, perché il risultato possibile ce l’hai tu in testa e chi si fida di ciò che pensi. È un lavoro logorante nel pensiero che ciò che stai elucubrando potrebbe anche non funzionare, per dire.

Ma forse siamo stati bravi (ovvio, non sono da solo) o forse fortunati e questo investimento ora sta cominciando a tornare. Siamo pochi ma giusti e con le idee chiare, ma… io davvero ora non ne ho più. Gli interessi di questa annata complicata (non solo al lavoro) si sono fatti sentire tutti d’un colpo e mi sono venuti addosso come un lottatore di wrestling oversize. M’ha preso così forte che quasi non sono riuscito a godermi i bei lavori fatti ultimamente.

Non mi capita spesso di andare al tappeto ma vedi che a volte le cose campate in aria ti vengono in aiuto e questa volta a soccorrermi c’è un viaggio in terra francese, verso Bordeaux, con la scusa di accompagnare mia figlia Agata dalla sua gemella d’oltralpe, faccio bagaglio e mi macino un po’ di chilometri on the road. L’obiettivo è quello di riposarmi, di raccogliere nuovi stimoli, riordinare le idee e andare a trovare, tra qui e là, alcuni amici che non abbraccio da troppo tempo.

Quindi dal 9 al 15 luglio non risponderò alle mail, ai WU e al telefono. Voi scrivetemi, io leggerò (forse) ma vi risponderò dopo, con calma. Non andrò con un vecchio land rover del ’59, ma il mezzo rende bene il mood: con calma e dappertutto.

PAUSE.

In piccolo.

Questi elementi non saranno più di un centimetro e mezzo una volta finiti e stampati. Delle icone illustrate per colorare il racconto nelle mappe che da qualche tempo stiamo sviluppando facendo si che la tradizione della carta illustrata incontri il web. Qui su exmaps trovate tutto il progetto. A fine estate uscirà una nuova piccola mappa che ci darà grandi soddisfazioni e queste piccole preview ne faranno parte. Chissà di che zone stiamo parlando…

HAPPY B-DAY MR. EASTWOOD!

Mr. Clint Eastwood (roccia esposta nella foresta dell’est) classe 1930, oggi 31 maggio compie gli anni.

Qui una parola è poca e due sono troppe. Per essere uno che a detta di Sergio Leone aveva “solo” due espressioni (con cappello o senza cappello) di strada ne ha fatta parecchia: come attore, come regista, come personaggio unico nel suo genere. L’elenco di film in cui ha messo lo zampino è impressionante, personalmente ce ne sono tre a cui sono particolarmente affezionato, forse i tre film che hanno cominciato a rompere lo stereotipo del personaggio monocorde in cui molti altri sarebbero rimasti incastrati per sempre. Il primo è “filo da torcere” del 1978 in cui Clint interagisce con un attore fuori dal comune, un orango di nome Clyde. L’altro film è “Gunny” del 1986, in cui il personaggio ci racconta tra varie americanate, quanto sia duro rimanere dentro uno stereotipo per tutta la vita. L’ultimo è “Una calibro 20 per lo specialista” del 1974 di Cimino, che personalmente contiene una delle battute più esilaranti della storia del cinema che Clint proferisce bussando al vetro di una station wagon guidata da due anzianotti nei pressi di un gas service: ” Prima scendete, meno cazzotti prendete!”.

E così sia, politicamente scorretto come a volte vorremmo esserlo noi, provate a resistergli se ci riuscite.