Chili di cotone stampato.

La mia prima t-shirt stampata si perde nella notte dei tempi e per fortuna non ce ne sono tracce in foto. Ne ho pensate, dirette e disegnate tante e per fortuna i più ricordano solo quelle venute meglio.

Le ho disegnate come CuckooBox, poi come Hotmilk, Hotmilk Garage e poi ancora con OPEN24HOURS e ultimamente con il mio Big Bro’ Johnny Rapina. Per quasi due anni mi sono dedicato esclusivamente al progetto VALVOLA® che oggi è matura e mi lascia di nuovo lo spazio per ricominciare con il mio laboratorio sperimentale.

Non è un segreto. Fare t-shirt mi piace, mi gratifica e mi diverte ed è per me un termometro per capire se i miei pensieri disegnati funzionano o meno.

Comincia quindi l’avventura con Rookie Farm Inc. un nuovo contenitore in cui buttare il mio cotone stampato. A breve andranno alle stampe “un paio” di classici e un paio di novità.

Ci siamo. Per Natale potete stare tranquilli!

Tre citymap per Pesaro.

il profumo della carta stampata attiva sensi che ancora il digitale non può neppure toccare

La Sberla™.

Sberla™ prototype no.2

Ne parlo da un po’ di settimane. Si chiama Sberla™ ed è una eBike made in Pesaro. È il semino di un sogno condiviso da tre loschi compari che oggi compongono la RookieFarm Inc. ovvero l’entità che di Sberla è madrina e padrino insieme. RookieFarm Inc. sarà anche il nuovo brand in cui testerò le mie t-shirt graphics. In tiratura limitata e davvero solo per gli aficionados. Insomma, non ci facciamo mancare nulla. Voi state con le orecchie dritte. La Sberla è forte, ma anche il cotone stampato non scherzerà per nulla.

Se fate i bravi la prossima volta vi presenterò i miei soci.

La meta ed altre sciocchezze.

Dalla video intervista su bevalvola.com

Si è vero. Quando uno riesce ad innescare il proprio processo creativo, dopo sta meglio. Ma attenti, è questione di attimi, perchè poi la sfida va rinegoziata, i serbatoi della curiosità vanno di nuovo riempiti, per non creare quel ristagno pericoloso che si chiama frustrazione. Frustrazione per non averci provato, per non averci creduto, per non essere riusciti o per non essersi accorti di aver cambiato direzione o peggio di non averne alcuna.

In un tempo in cui l’incapacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte e del proprio ruolo nella rete sociale che ci siamo costruiti intorno la fa davvero da padrona, il ruolo del creativo è duplice: innanzi tutto non arrendersi a ciò che sembra ineluttabile e poi, più importante, raccontare. Spiegare, trasmettere il gioco dell’entusiasmo. Seguire le farfalle dell’immaginazione, trasformarle in un’idea possibile e forse poi in un progetto.

Non arrendiamoci al brutto, al cattivo, all’ignorante. Ricordiamoci che ognuno di noi ha una responsabilità enorme agli occhi di chi lo guarda e ancora, dare alle proprie parole dei fatti che comprovino le nostre intenzioni non è più un dettaglio.

Nel percorso che sto facendo con il team di Officine Creative Marchigiane nella costituzione del progetto Valvola® (presto il nuovo sito sarà online) questa idea è chiara e condivisa.